I miei interventi
Specializzato in clinica oculistica, affino le mie capacità sia diagnostiche che chirurgiche partendo dalla cataratta con metodica intra e passando poi alla ECCE con impianto di IOL, agli interventi filtranti per il GLAUCOMA, agli interventi ab esterno per il cerchio del bulbo oculare, agli innumerevoli interventi per i danni oculari.
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Interventi principali
CATARATTE FEMTO ASSISTITA O FEMTO CATARATTA detta anche Cataratta con il Laser rispetto a una normale cataratta effettuata con gli ultrasuoni, si avvale nella prima fase dell’ausilio del Femtolaser. Questo ci permette, A BULBO CHIUSO, di effettuare la capsulotomia (possiamo scegliere il diametro) e la frammentazione del nucleo in vari spicchi (4,8,12). Volendo si possono anche fare le aperture di servizio sulla cornea.
Questa metodica si avvale di un Femtolaser che una volta posizionato sull’occhio effettua prima un OCT della camera anteriore e una volta deciso il diametro della capsulotomia e la profondità, nonché il numero degli “spicchi” completa il suo lavoro in circa 2 minuti. Una volta entrati in camera anteriore e tolta la capsula (tagliata dai laser), vengono staccati gli spicchi del nucleo creati dal laser e poi aspirati con o senza l’aiuto degli ultrasuoni (dipende dalla durezza del nucleo). Fatto ciò, si conclude con l’aspirazione masse e l’impianto della IOL.
I vantaggi di questa tecnica sono essenzialmente 2: meno lavoro manuale nel bulbo e minor uso degli ultrasuoni. Se poi dobbiamo impiantare una IOL non di tipo “normale” cioè TORICA, PREMIUM; multifocale, etc., la possibilità di decidere con sicurezza l’ampiezza della capsulotomia ci renderà un risultato molto vicino alle aspettative preoperatorie. Le complicanze sono in linea di massima inferiori a quelle di un normale intervento di cataratta. Anche in questa tecnica non è previsto l’uso di suture e l’anestesia è di tipo TOPICO.
Il LASER AD ECCIMERI viene utilizzato insieme al Femtolaser per la correzione dei vizi refrattivi. Le tecniche attualmente in uso sono essenzialmente 3:
- PRK o variante LASEK
- FEMTOLASIK
- SMILE
Più semplice e di più vecchia data la prima nella quale una volta asportato (PRK) o scollato per poi riposizionarlo (LASEK) l’epitelio corneale, si effettua il trattamento laser.
La seconda si avvale del femto laser che crea una bolla d’aria sotto la superficie corneale nella quale il chirurgo con una spatola “entra” e poi sollevato lo sportello così creatosi effettua il trattamento mediante gli eccimeri.
La terza si avvale solo di un Femto laser che effettua tutto l’intevento nello stroma corneale isolando la parte che normalmente gli eccimeri eliminano, creando in ultimo una apertura attraverso la quale il chirurgo estrae la suddetta parte. Ad oggi questa tecnica è limitata a miopie medie e astigmatismi bassi.
La tecnica va valutata in base alle esigenze, all’età, alla struttura corneale del paziente. L’animazione qui rappresentata velocemente le riassume ed il filmato rappresenta una Femtolasik.
CHERATOCONO, malattia di probabile origine genetica, si manifesta presentando l’assottigliamento e la prolusione della cornea centrale.
Questa patologia presenta notevoli disagi visivi al paziente e di norma è tanto più progressiva tanto l’insorgenza sia giovanile.
Le terapie sono molteplici e si basano, di norma, sullo stadio della stessa e sull’età del paziente. Nelle forme giovanili se prese in tempo, il CXL (CROSS LINKING) ci può dare ottimi risultati con ottime probabilità di bloccare la progressione, l’uso di LAK specifiche più che di lenti tempiali, può dare al paziente un’ottima acuità visiva.
In altri casi, in base fattori oggettivi e/o soggettivi, esistono altre metodiche di tipo chirurgico per migliorare la qualità visiva del paziente. Escludendo alcune in disuso (tagli longitudinali per sfiancare il cono o laser post CXL settorializzato), le tecniche oggi più usate sono l’impianto di anelli intrastomali, le cheratoplastiche superficiali e profonde il trapianto di cornea.
Molti chirurghi del settore ritengono che la tecnica (ancorché di non facile esecuzione) più vantaggiosa rispetto ai risultati e ai rischi sia la DALK. Questa tecnica prevede l’asportazione di tutto il tessuto corneale salvo l’endotelio. Si pratica prima una trapanazione dei due terzi della cornea, si immette aria nello stroma e poi si asporta lo stesso fino all’endotelio, lasciando quest’ultimo integro. A questo punto si prepara la cornea del donatore che viene tagliata nel diametro corrispondente (pochi micron in più) e alla stessa viene asportato l’endotelio, viene poi inserita nello scavo del ricevente e suturata.
Rispetto ad un normale trapianto, la non asportazione dell’endotelio, riduce il rischio del rigetto (gli ultimi lavori parlano di circa il 90%). Questa metodica si effettua in anestesia locale e in caso di rottura dell’endotelio si trasforma in trapianto.
Intervento Femto Cataratta
Impianto ICL
DALK
Intervento Faco cataratta in convenzione
Chirurgia cataratta Fetmo Laser
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